NUOVO PARADIGMA DI PRODUZIONE - II parte
19/06/2026
Questa trasformazione si è resa necessaria a causa dei profondi cambiamenti che hanno interessato il contesto economico e di mercato negli ultimi anni, spingendo Stefano e il fratello Michele a ripensare la gestione dell'azienda a 360 gradi. Dopo un primo periodo durante il quale si sono affidati a un temporary manager, hanno deciso di rivolgersi a realtà specializzate nel controllo di gestione e nell'analisi economico-finanziaria. «Negli ultimi anni abbiamo concentrato la nostra attenzione sul monitoraggio economico dei processi quotidiani, dall'analisi dei costi di produzione all'ottimizzazione dei flussi di lavoro e dell'operatività.»
L'analisi dei processi e dei flussi di lavoro si è rivelata fondamentale anche per affrontare una delle criticità più sentite degli ultimi anni: la crescente difficoltà nel reperire collaboratori qualificati e motivati. «Anche in questo caso il percorso è lungo e richiede un importante cambio di mentalità. Occorre analizzare ogni singolo prodotto non soltanto in base al costo delle materie prime, ma soprattutto considerando il costo del lavoro, cioè il tempo necessario per realizzarlo, che oggi rappresenta spesso la voce di spesa più significativa. A questo vanno poi aggiunti i costi fissi dell'attività. Si tratta di un lavoro complesso per chi è abituato a trascorrere le proprie giornate in laboratorio, concentrato sulla produzione e sulla qualità del prodotto. Tuttavia, per garantire la sostenibilità dell'impresa, è indispensabile affiancare alle competenze artigianali una visione gestionale sempre più accurata.»
Secondo Stefano, gli interventi principali da mettere in campo durante un processo di revisione della gestione produttiva possono essere riassunti in tre punti fondamentali:
In quest'ultimo caso è fondamentale chiedersi come sia possibile lavorare in modo più efficiente e rapido, ottimizzando le fasi produttive. La risposta passa spesso attraverso l'introduzione di tecnologie avanzate e l'ampliamento degli spazi di stoccaggio. Diventano quindi particolarmente utili macchinari multifunzione per produzioni ad alto volume, abbattitori e conservatori di temperatura, sistemi per il confezionamento sottovuoto e magazzini adeguatamente dimensionati.
«Nella nostra pasticceria», spiega Stefano, «abbiamo investito nell'acquisto di una macchina per la produzione di croissant con una capacità di 3.000 pezzi all'ora; abbiamo aumentato la capacità del pastorizzatore da 33 a 55 litri per la produzione di crema pasticcera, basi per gelato e pasta per bignè; inoltre, abbiamo acquistato un mantecatore multifunzione dotato di programmi dedicati alla gelateria, alla pasticceria e alla preparazione di salse. Infine, abbiamo introdotto nuove attrezzature per il taglio a chitarra e sviluppato processi produttivi maggiormente standardizzati, in grado di migliorare l'efficienza senza compromettere la qualità del prodotto finale.»Passare da un modello produttivo a un altro non è mai un processo semplice né immediato: richiede pianificazione, investimenti e la capacità di gestire il cambiamento.
Ogni generazione imprenditoriale si confronta con sfide diverse e oggi la digitalizzazione rappresenta un alleato fondamentale per rendere la produzione più flessibile ed efficiente. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta. È essenziale poter contare su collaboratori qualificati e su un team coeso, supportato da un efficace sistema di controllo di gestione che consenta di monitorare costantemente costi, marginalità, flussi di cassa e indicatori di performance. Solo attraverso un'analisi puntuale dei dati economico-finanziari e produttivi è possibile prendere decisioni tempestive, ottimizzare l'impiego delle risorse e garantire la sostenibilità e la competitività dell'impresa nel lungo periodo.

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