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  • Cristina persisti: da carpi alle mauritius con un buonissimo gelato!
Reggio Emilia, 02.10.2013

Nome e Cognome:   Cristina Persisti
Luogo (e Data) di Nascita: Carpi (Mo) 01/05/1986
Gelateria: Gelati Cristina
Indirizzo:   Royal road, Trou aux biches (Mauritius)

• “Gelateria, un equilibrio (quasi) perfetto tra Passione e Business”. Bilanci per noi questi ingredienti e ci sveli la ricetta del tuo successo?
  
Non esiste una ricetta, solo tanta pazienza e determinazione. Per me essere gelatiere è una passione non un business.
 
• Gelato: colpo di fulmine o innamoramento lento?
  
Il gelato come alimento è un colpo di fulmine, lavorativamente è stato un innamoramento non lento ma graduale.
 
• Il tuo impegno in un pensiero. Qual è la ragione per cui ti svegli ogni mattina con la voglia di creare un gelato sempre più buono?  
Volere è potere. Voglio tenere alta la bandiera del gelato artigianale italiano. “ Made in italy” non è solo uno slogan, ma uno stile di vita.
 
• Parlaci della tua formazione. 
Le solide fondamenta le ho potute costruire grazie alla CGU, ma la vera e dura scuola è stata fatta qui alle Mauritius, l’esperienza sul campo per cercare di rispondere alle esigenze locali, totalmente differenti rispetto all’italia e al resto dell’europa è stato il maestro quotidiano, le tappe successive della mia formazione.
Le lezioni del Maestro Giampaolo Valli, sono state all’insegna della PASSIONE, perché mi ha trasmesso l’amore che lui in prima persona mette nel suo lavoro,e poi mi ha insegnato il gelato e le macchine da gelato e sono convinta che il suo successo, la bontà del suo gelato dipendano da questo suo sentimento.
Per quanto mi riguarda, ogni giorno supero un esame diverso, ma avendo aperto 3 gelateria, in altrettante zone dell’isola, l’apertura di ciascuna di esse è stata la sfida più importante.

• La tua “prima” gelateria.
L’idea di aprire una gelateria è nata nella mia testa moltissimi anni fa (in pochissimi lo sanno), ma la destinazione MAURITIUS originariamente non era nella lista delle località preferite, di conseguenza per questo mercato è cominciata prima l’avventura, poi ho concretizzato l'idea.
Ho iniziato seguendo il corso alla CGU, ma per riuscire ad aprire la mia prima gelateria (a Flic en Flac) a dicembre 2008, ho dovuto aspettare 8 mesi.
Questo tempo di attesa può anche sembrare adeguato considerando che abbiamo importato tutto dall’italia, e tenendo conto dei normali ritardi dovuti all’apertura di una qualsiasi attività. Ma qui le cose sono andate ancora più lentamente del solito e quindi quegli interminabili mesi hanno provocato tantissimo stress.
Ma il gran giorno è arrivato e già quasi un'ora prima dell’orario fissato per l’apertura c’era già la fila di clienti che aspettavano di assaggiare il mio gelato. Momenti di panico hanno preceduto l’inaugurazione di ogni gelateria ma in fin dei conti quello è  stato il momento più elettrizzante. Quello più duro è stato far conoscere il gelato artigianale italiano in tutte le sue varianti e far capire ai clienti ( hotel e ristoranti in primis) che quello che propongo loro non è uguale a quello a cui loro sono sempre stati abituati (gelato industriale).

Sono soddisfatta del mio percorso,lo rifarei ma cambierei alcune cose soprattutto nei tempi e modalità di realizzazione; quello che so che rimarrà sempre uguale è il mio laboratorio di gelateria, equipaggiato solamente con macchinari italiani.
Se sono arrivata qui, devo ringraziare in primo luogo il mio papà, è lui che mi ha dato la possibilità di avere un’attività tutta mia; poi ringrazio me stessa, la mia testardaggine e anche il sostegno morale e materiale di mio marito Nunzio; mi ha aiutato quanto ero demoralizzata.
Infine devo ringraziare i miei clienti che continuano a seguirmi e ad apprezzare la qualità del mio gelato e del servizio.
Ora ho una gelateria e in più rifornisco alberghi e ristoranti per cui non ho in programma nuove gelaterie.

• Se non fossi un gelatiere (o se il gelato non esistesse), quale sarebbe la tua professione?
Probabilmente sarei una studentessa universitaria laureata in lingue che lavora su una nave da crociera  che canta e suona il violino.
O forse sarebbe andata diversamente, ma ci sono ottime probabilità che non mi troverei a oltre 10,000 km da casa.
 
• Il tuo gusto preferito?   
Nocciola, sempre.

• Gelato dolce, salato o…?  
Dipende dai periodi e dalle ricorrenze.

 Il  Gelato che non faresti mai?  
Tutti quelli in cui si devono utilizzare coloranti, preferisco puntare sulla classicità e sulla tradizione.

• Il Gelato che avresti voluto creare tu?  
Non c’è.

• Dai un gusto al tuo passato, uno al presente e uno al futuro (e se ti va, svelaci un tuo progetto).  
Passato: fragola, presente: pistacchio, futuro…..
Il mio progetto è rimasto sempre lo stesso: aprire la mia gelateria nel paesino che ho lasciato per venire a Mauritius offrendo la stessa qualità che mi ha regalato tanta “popolarità”.
Questa avventura è stata una sfida per me, mi ha fatto capire che bisogna lottare per imporre i propri valori. Tornare in Italia perciò non sarebbe una sconfitta, anzi!
 
• Messaggio in bottiglia. Un consiglio a chi sogna di diventare gelatiere e sta studiando alla Carpigiani Gelato University?
Il primo consiglio che posso dare è di credere fortemente in quello che si fa, essere ottimisti e perseverare.
Il secondo è di essere prudenti; non lasciatevi abbagliare da destinazioni viste in cartolina o da una sdraio in riva al mare. Prima di cambiare vita, siate sicuri di “traslocare” per il GELATO e non per cambiare aria o staccare la spina.

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