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Medellin, Colombia, 10.12.2017
Ex-studente della Carpigiani Gelato University nel 2010 - Intervista di Novembre 2017

Lorenzo Luciano della gelateria Arte Dolce di Medellín

  



Quando hai deciso di aprire? È sempre stato un tuo sogno o è successo all’improvviso?

Posso dire di aver sempre avuto questa passione. Ho incominciato da ragazzino a frequentare l’Arte Bianca, la scuola di pasticceria nella zona dove abitavo – nell’albese – e abbiamo fatto pratica per 5 anni in pasticceria, gelateria e cioccolateria e nel frattempo ho lavorato in varie aziende del settore, come hotel, ristoranti e pasticcerie artigianali.

Quindi solo successivamente hai deciso di aprire una gelateria. Perché hai deciso di produrre e vendere proprio il gelato?

Io e mia moglie Luisa stavamo cercando il luogo in cui aprire il nostro locale di pasticceria e gelateria, abbiamo valutato vari posti e alla fine abbiamo deciso qui a Medellin in Colombia, per diversi motivi. Innanuzitutto perché abbiamo visto una carenza nel mercato della gelateria artigianale. Poi, da non sottovalutare, perché qui non ci sono stagioni e quindi si può lavorare tutto l’anno. In ultimo per l’abbondanza di materie prime e di ingredienti essenziali per produrre un gelato artigianale di qualità.

Per quanto riguarda la Carpigiani Gelato University, come ne sei venuto a conoscenza e come mai hai deciso di iscriverti al corso per diventare gelatiere?

Ho deciso di iscrivermi alla Gelato University perché è la miglior scuola per apprendere o confermare delle conoscenze sul gelato artigianale: sulla produzione, sulla tecnica, sui macchinari e tutto quello che circonda il mondo del gelato artigianale.

Qual è la mission della tua gelateria a Medellín?

Vogliamo diffondere la qualità del Made In Italy e del gelato artigianale anche in Colombia.

È bellissimo vedere gli italiani che portano in giro per il mondo la cultura del gelato artigianale. A cosa ti sei ispirato per scegliere il nome della tua gelateria?

Il nome “Arte Dolce” è ispirato ai gelati che creiamo, perché li consideriamo d’autore, artistici, non sono gusti classici, anzi, noi cerchiamo di innovare e di creare combinazioni vincenti tra uno stile italiano e prodotti colombiani, quindi la frutta e i latticini.

Lorenzo, con Arte Dolce, sei stato il vincitore del Challenge di Gelato World Tour, a Bogotà. Qual è la tua giornata tipo in gelateria a Medellin.

La nostra giornata tipo comincia con la produzione alle ore 8:00, riceviamo le materie prime: il latte, la panna e tutti i vari ingredienti; cominciamo con le miscele dei gelati e continuiamo a produrre tutto il giorno fino alle ore 19:00 o 20:00. Facciamo diversi gusti, sia per il nostro locale che per altre attività: ristoranti, hotel, altri clienti istituzionali che richiedono prodotti personalizzati.

Qual è l’aspetto del tuo lavoro che ti piace di più?

Mi piace perché è un lavoro creativo e la cosa ancora migliore è che il cliente è molto soddisfatto quando acquista il nostro gelato. Per loro non è una fatica pagare per il gelato, anzi, è un piacere venire a comprarlo e portarlo a casa.

Qual è il tuo gusto preferito?

Io sono classico, a me piace la “Stracciatella”!

C’è un gusto che ti piace produrre più degli altri?

Adesso sì, mi sto ancora divertendo a produrre il gusto “Mediterraneo”, che è il gelato che ha vinto il concorso ed è andato al Gran Finale di Gelato World Tour. I clienti vengono molto a chiedere questo gusto e noi ci divertiamo a produrlo e a presentarlo alla gente.

Ed è anche il gusto preferito dei tuoi clienti?

“Mediterraneo” è tra quelli, ma piace molto anche il Pistacchio. Utilizziamo un Pistacchio di Sicilia originale e i clienti vengono a cercarlo perché non lo trovano nel mercato, oppure piacciono molto “Amarena” e “Stracciatella”.

Nel paese in cui lavori – la Colombia – il gelato artigianale è conosciuto o viene confuso con il gelato industriale?

Diciamo che la maggior parte dei clienti che vengono qui, conoscono il gelato artigianale e riescono a riconoscerlo perché hanno viaggiato: sono stati in Europa e in Italia e vengono a verificare se veramente il gusto che produciamo è uguale a quello che hanno provato in Italia o in altri paesi. Per loro è anche un gioco divertente.

Come riesci a comunicare l’artigianalità del tuo prodotto?

Abbiamo deciso di avere un laboratorio a vista dove produciamo il gelato giornalmente e quindi il cliente può comprovare con i suoi occhi mentre sceglie il gusto di gelato: riesce a vederci mentre lo produciamo nel retro. 

Secondo te qual è la chiave di successo di una gelateria?

La chiave del successo è produrre gelato fresco, tutti i giorni. Non possiamo stoccarlo a lungo perché perderebbe le sue qualità, sia organolettiche che strutturali. Poi bisogna utilizzare ottime materie prime scelte con cura e da fornitori fidati. Questa è la chiave.

Come comunichi con i tuoi clienti e come ti fai conoscere? Usi i social network ?

Sì, noi lavoriamo tantissimo con i social network – Facebook e Instagram – che qui sono molto utilizzati, quindi è la miglior fonte di comunicazione. Abbiamo anche la fortuna che vengano scritti articoli di giornale su di noi e siamo comparsi in televisione in più programmi dove abbiamo presentato i nostri prodotti.  

Come e quanto è cambiata la tua vita da quando hai aperto la gelateria a Medellín?

È cambiata molto perché lavoro tutto il giorno – ride – a parte questo, è cambiata molto davvero, è molto divertente, nonostante io abbia lavorato tutta la vita nel settore della gastronomia e pasticceria.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Vorresti aprire altri punti vendita?

Sì, magari apriremo altri punti vendita in futuro, però senza fretta. Il mercato ha molto spazio, però ci piace fare le cose graduali e organizzate.  

Attualmente hai già due punti vendita.

Sì, abbiamo due punti vendita al momento, uno è aperto da oltre 3 anni e l’altro da 1 anno e due mesi.

Qual è il messaggio o il consiglio che daresti agli studenti in corso alla Gelato University di Carpigiani o a chiunque volesse intraprendere la carriera di gelatiere?

 

Il consiglio che posso dare è di essere motivati. Devono essere coscienti che si tratta di un lavoro duro, che non possono delegare ad altri e devono essere sempre in prima persona a farlo, con passione. 


 

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